Il Club della Tartina

Alcuni li chiamano “infiltrati” però a me piace molto di più l’espressione “quelli del Club della Tartina“. Sono i finti giornalisti ma anche veri – dotati magari di tesserino – ma che però non scrivono da nessuna parte. Riescono sempre a sapere quando c’è un evento in giro. Educati, rispondono all’RSVP, ma non all’ufficio stampa, magari direttamente al cliente perché non ha né tempo né voglia di verificare e si accontenta, giustamente, di inoltrare i nominativi al proprio ufficio stampa. Spesso dicono di scrivere per riviste che non esistono più però con il recente boom di internet sfoggiano nomi di siti bruttini e oscuri dai contenuti poveri.

Si presentano all’evento come dei topolini affamati, si buttano sul buffet, non guardano in faccia nessuno per la paura di essere smascherati. Ma noi, PR , lo sappiamo bene chi sono! Alcuni, invece, sono più audaci. Dovendo interpretare il finto giornalista, tanto vale farlo con brio: si presentano e si dichiarano collaboratori di testate prestigiose. Più furbi, fanno due o tre domande rituali, si buttano anche loro sul buffet ma socializzando con gli altri partecipanti alla festa. Sono ovviamente più difficili da smascherare perché le hostess incaricate di accreditare gli ospiti, lusigate dalla loro presunta importanza, sono propense a lasciarli passare.

Comunque sia, trovo abbastanza patetica l’infiltrazione a un evento al quale non si è stati invitati, soltanto per abbuffarsi di tartine e bere spumante. Devo dire che ho all’attivo una quota di soci del Club della Tartina, quattro o cinque non di più, perché mi fanno pena…

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