Mikhail Baryshnikov e Ana Laguna – lezione di grazia e eleganza

Mercoledì sera sono andata al Piccolo Teatro a vedere lo spettacolo di danza Three Solos and a Duet con i magnifici ballerini che sono Baryshnikov e la Laguna.

Mentre guardavo lo spettacolo non potevo impedirmi di pensare quanto erano belli questi ballerini di 60 anni. Quanto era interessante e emozionante  essere i testimoni delle evoluzioni di due corpi non più giovani ma così graziosi e espressivi che non negavano la forza di gravità, il tempo che passa, i cambiamenti indotti dalla loro età. A mio avviso è stato un inno al gesto giusto e all’economia di movimento, in totale contrasto con un’epoca fatta di gesticolazioni. La negazione dell’artificio, perché il corpo di un ballerino non può mentire. Se Baryshnikov continua a essere un ballerino è dovuto al duro lavoro fin dall’età bambino. E’ perché ha saputo gestire il proprio corpo, spengendolo verso la perfezione con un allenamento durissimo, giorno dopo giorno, anni dopo anni.   E’ anche l’espressione del rispetto per il proprio corpo per poter ancora oggi, come ha fatto due giorni fa, racontare una storia. Mi è piaciuta molto l’autoironia che ha manifestato in Years Later, su quello che lui è stato e quello che non è più, uno sguardo introspettivo che non giudica ma prende solo atto con affetto del tempo che passa. Ana Laguna, lo accompagna alla perfezione, anche lei si prende gioco della nostra epoca finta, espressione di una femminilità in piena consapevolezza di se stessa, con grande eleganza e giustezza di tono.

Quattro pezzi di danza come quattro poesie sulla nostra condizione molto umana.

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