Archive for the 'Food & wine' Category

CUZZIOL SPA E BADIA A COLTIBUONO, SIGLATO ACCORDO IN ESCLUSIVA DI DISTRIBUZIONE PER IL TERRITORIO ITALIANO

COMUNICATO STAMPA

Cuzziol Spa e Badia a Coltibuono hanno siglato un accordo relativo della distribuzione in esclusiva dei prodotti dell’azienda toscana.

Per Cuzziol Spa essere uno dei player più interessanti del mercato della distribuzione dei vini di grande qualità significa essere alla ricerca continua,  mantenersi curiosi senza mai tralasciare la voglia di nuovo ma sempre con un obiettivo ben determinato: l’espressione del terroir.

L’incontro con un’azienda così affermata come Badia a Coltibuono era naturale. Badia a Coltibuono, espressione eccellente del Chianti Classico, si appoggerà alla rete Cuzziol per la distribuzione dei suoi vini su tutto il territorio italiano.
Cuzziol Spa vede in questa partnership l’affermazione della propria crescita, del riconoscimento dell’alta qualità della propria selezione e del suo ruolo di primo piano nel mondo della distribuzione dei vini. L’anno 2011 si è chiuso per l’azienda in modo particolarmente positivo, con un incremento del fatturato del12%.

Luca Cuzziol, Direttore Commerciale dell’azienda di famiglia, dichiara: “siamo molto felici dell’entrata di Badia a Coltibuono nella nostra selezione. I loro Chianti sono stupendi e ricevono riconoscimenti da tutto il mondo. Per noi si tratterà di lavorare insieme alla famiglia Stucchi Prinetti per dare la massima visibilità e reperibilità ai loro vini nelle migliori enoteche e tavole del nostro paese.”

Cuzziol Spa:
Cuzziol Spa fa suo il concetto moderno di proporre solo prodotti di alta qualità, che hanno qualcosa da raccontare, specchi della loro terra e dello spirito degli uomini che li hanno elaborati. Cuzziol Spa impegna 35 operatori ed è suddivisa in due direzioni vendite. Opera anche attraverso alcune società partecipate comunque legate al core business.  Cuzziol Spa, nella distribuzione dei vini, opera sull’intero territorio nazionale avvalendosi di 80 agenti. La divisione birra di Cuzziol Spa, importa e distribuisce nel Nord Est birre in fusto di alta gamma.
www.cuzziol.it

Badia a Coltibuono:
La vocazione vinicola di Badia a Coltibuono risale al Medioevo. Da oltre un secolo e mezzo l’azienda è condotta dalla famiglia Stucchi Prinetti che, nei 70 ettari di vigneti ubicati nel cuore del Chianti, coltiva uve biologiche destinate alla produzione del Chianti Classico, del “supertuscan” Sangioveto e del Vin Santo del Chianti. Produzione annua: circa 350 mila bottiglie.
www.coltibuono.com

Per tutte le vostre domande potete contattare l’ufficio stampa:
Origami Consulting
Axelle Brown-Videau
axelle@origamiconsulting.it
cell: +39 3387848516

Cuzziol Spa
Via Maiorana 1
31 025 Santa Lucia di Piave (TV)
Tel: +39 04384564
Email: cuzziol@cuzziol.it
www.cuzziol.it

La Maison di Champagne Bruno Paillard sceglie le Dolomiti per la sua prima lounge di lusso

La Baita Gardonè Mountain Riviera scelta

dalla prestigiosa Maison di Champagne Bruno Paillard

per la sua prima lounge di lusso

 

Alla presenza di Bruno Paillard, proprietario e wine maker della maison omonima, è stata inaugurata il 7 dicembre la Bruno Paillard Lounge nella Baita Gardonè Mountain Riviera.

E’ il primo salone dedicato alle bollicine Bruno Paillard e la scelta della Baita Gardonè non è un caso. La sua situazione geografica, le Dolomiti, simbolo di uno stile di vita elegante e raffinato,  il suo concetto di bon vivre sposato all’alta qualità dei servizi proposti non potevano che piacere alla Maison di Champagne Bruno Paillard.

La terrazza della baita, cornice perfetta, è stata personalizzata con morbide coperte di cashmere e soffici cuscini, un invito al relax più totale.

Gli ospiti possono godersi la magnifica vista assaporando un calice di champagne, Bruno Paillard ovviamente.

Gli champagne Brut Première Cuvée et Rosé Première Cuvée sono disponibili al bicchiere. E’ anche possibile ordinare altre pregiate cuvée della maison in bottiglia.

« Le risque de l’émerveillement », essere meravigliosamente stupiti, è quello che la Maison Bruno Paillard, contemporanea, indipendente e familiare cerca di cogliere e riprodurre in ogni sua bottiglia. Cosa c’è di più naturale che aprire al meraviglioso il luogo nel quale si svolge la degustazione?

Bruno Paillard afferma: “è per noi una bellissima avventura poter portare oggi la degustazione dei nostri Champagne in una cornice come la Baita Gardoné, a 1800 m di altitudine nel cuore della bellezza minerale delle Dolomiti. Durante la visita di Klaus Pichler alle nostre cantine a Reims, ho potuto notare che ci unisce lo stesso e inscindibile rispetto per la natura. Questa stessa natura che la sua famiglia ci fa conoscere permettendoci di soggiornare nel suo cuore e che la nostra Maison celebra esaltando il meglio del territorio della Champagne grazie a una viticultura e una vinificazione estremamente esigente e paziente. I millenni hanno creato queste montagne così come il sottosuolo della Champagne. Cogliete l’attimo e fermatevi nel cuore di questo sublime paesaggio per assaporare le emozioni che sapranno trasmettervi i miei Champagne.

 www.champagnebrunopaillard.com

Ganischgerhof Mountain Resort & SPA

Ganischgerhof Mountain Resort & SPA è situato a 1356 metri d’altezza, a pochi chilometri da Nova Ponente (BZ), circondato da boschi incontaminati, con una magnifica vista sul massiccio dolomitico del Catinaccio. Le camere sono 40 tutte molte spaziose ed accoglienti e dotate di piccole terrazze. La Spa recentemente ristrutturata è ampia e ben attrezzata. Nella zona anticamente adibita a stalla è stato creato uno spazio Lounge  basato su un progetto di design moderno. Nella Lounge è possibile rilassarsi, ascoltare musica, vedere film e anche mangiare e grazie al moderno sistema audio multimediale ospitare seminari ed incontri di lavoro per gruppi fino a 30 persone. A disposizione degli ospiti inoltre un ristorante, una stube, un bar e lo SPA & Garden Bar.

La Spa

L’Hotel ha oggi una Spa all’avanguardia di circa 1000 mq con splendide cabine per i trattamenti tutte con uno spettacolare e suggestivo panorama sulle montagne; una grande sauna finlandese in legno e pietra serena con vista sul Catinaccio e una sauna finlandese “Kelo” esterna; un bagno turco; un percorso circolare kneipp; una grotta di ghiaccio ed una magnifica piscina coperta con idromassaggio integrato ed ampie vetrate sul panorama. Nella Torre relax è possibile rilassarsi sorseggiando una tisana su un lettino ad acqua riscaldato ed osservare il panorama. L’offerta dei trattamenti, praticati da mani esperte, è davvero ampia: massaggi rilassanti o estetici per il corpo e per il viso; per un totale effetto di benessere i bagni negli oli essenziali alpini. Novità dell’inverno è Ganischgerhof Signature: sono dei pacchetti che offrono agli ospiti un lungo momento di coccole che abbina trattamenti spa a delle bevande o dei piccoli spuntini (dolci, frutta…).Soltanto pareti di vetro circondano la nuova area fitness attrezzata con i più moderni attrezzi Technogym “Flexibility”, allenarsi con la vista immersa nella natura circostante sarà un piacere. La sala è inoltre dotata di un avanzato sistema audio multimediale.

Gardonè Mountain Riviera

La baita è di proprietà dei fratelli Pichler dal 2007, viene rilanciata con un nuovo concetto di piacere e relax in alta quota. Il punto di forza è la straordinaria terrazza con vista sul Lagorai, dove rilassarsi al sole, godersi un piatto prelibato e di grande qualità, assistere ad una partita di beach volley in estate o ricaricarsi dopo una stancante giornata sugli sci in inverno. Spesso animata da feste e dj set.

Info baita:

www.baitagardone.com

tel.+39 0462 503 110

Altre info sull’hotel si possono trovare sul sito: www.ganischgerhof.it

Tradizione oblige, Biancavigna, azienda di Conegliano Valdobbiadene crea il suo panettone

Non il solito panettone!

Cosa sarebbe un Natale senza il panettone? La brioche milanese si declina ormai in tanti modi per incontrare i gusti più variegati.

La cantina Biancavigna, produttrice di Conegliano Valdobbiadene, ha creato insieme alla pasticceria Muzzi, il suo panettone al prosecco.

Un dolce di alta qualità

Per 48 ore, l’uvetta viene immersa nel Prosecco DOC Biancavigna per garantire un assorbimento del vino massimale. L’impasto è creato con materie prime particolarmente selezionate e di alta qualità: burro, uova fresche e burro di cacao. Gli ingredienti vengono uniti con un prezioso lievito madre che ha più di 30 anni, ottenendo così un impasto morbido e omogeneo. La lievitazione è rigorosamente naturale. L’impasto viene diviso e posto negli appositi stampi  che andranno a lenta cottura nel forno. Per mantenere inalterato l’aroma il panettone viene sospeso sottosopra e raffreddato naturalmente per almeno 18 ore.

Come degustarlo

Il Panettone BiancaVigna esprime il massimo dei suoi profumi quando viene posto, prima della degustazione, vicino ad una fonte di calore, per 15 minuti circa, tempo necessario a esaltare i profumi del Prosecco.

Gli ingredienti:

Farina di grano tenero

uva sultanina 17%

uova fresche

burro

zucchero

vino

Prosecco DOC BiancaVigna 6%

tuorlo d’uova fresche

lievito naturale

latte

emulsionanti, mono e digliceridi degli acidi grassi

sciroppo di glucosio, aromi, burro di cacao, sale.

Questo panettone non contiene canditi, può contenere tracce di frutta secca a guscio.

 

Prodotto per BiancaVigna sas

via Crevada 9/1 31020 San Pietro di Feletto – TV Italy

Tel +39 0438 801098 Fax +39 0438 902000

www.biancavigna.it – info@biancavigna.it

 

Distribuito da CUZZIOL SPA

Tel +39 0438 456512 – fax +39 0438 456570

www.cuzziol.it – commercialenatale@cuzziol.it

 

 

 

Per le feste, ideale la Cuvée Nec Plus Ultra 1996 della Maison di Champagne Bruno Paillard

N.P.U. – Nec Plus Ultra1996

L’ N.P.U. – Nec Plus Ultra – nasce dal tentativo di creare il più grande Champagne possibile, al di là di qualsiasi ostacolo.

Per arrivare a questo, è stata fatta la scelta qualitativamente migliore ad ogni fase della produzione di questo eccezionale Champagne

 Da questo accurato lavoro prende vita il N.P.U. Nec Plus Ultra

 Solo nelle grandi annate.

Innanzitutto ci deve essere una grande annata.

Per anni ci siamo pazientemente preparati al fine di raggiungere la perfezione, anche decidendo di attendere un’annata eccezionale.

La prima annata è stata il 1990.

Dopo aver accantonato gli anni 1991, 1992, 1993 e 1994, – “buoni” ma non “grandi” – presentiamo la seconda cuvée N.P.U. – Nec Plus Ultra 1995. Dopo di questi due grandissimi millesimati arriva finalmente l’iconico N.P.U. Nec Plus Ultra 1996.

Nel 1996, il raccolto presentava sia una maturazione perfetta che una acidità particolarmente alta, associazione ideale per creare un grande vino equilibrato tra potenza e freschezza, lasciandogli  il tempo necessario per realizzarsi.

Solo Grand Crus

Dei 320 villaggi in Champagne, solo 17 rientrano nella denominazione “Grand Cru”. Le uve selezionate per il N.P.U. – « Nec Plus Ultra » 1996 vengono esclusivamente da 4 di questi villaggi: Bouzy, Verzenay, Oger e Le Mesnil sur Oger. Quindi non solo nascono sotto la buona stella di una grande annata ma sono uve con le più nobili origini.

In piccole botti di quercia

Come sempre alla Maison Bruno Paillard, viene utilizzata solo ed esclusivamente la prima spremitura delle uve, la più pura. Ma una particolarità essenziale della cuvée N.P.U. – « Nec Plus Ultra » 1996 è il fatto che il vino fermenta in piccole botti di quercia, dove rimane per circa 9 mesi. Durante questo periodo, ogni cru conferma la sua complessità e guadagna un leggero aroma di quercia particolare che si incontrava nei vini di una volta. Solo nel Luglio 1997, l’estate successiva alla vendemmia, avviene l’assemblaggio delle 22 botti selezionate, la metà di Chardonnay e la metà di Pinot Nero, che daranno  le 6 523 bottiglie prodotte..

Più di 15 anni in bottiglia

La seconda fermentazione inizia quasi immediatamente, e continua per un lungo periodo nell’oscurità della nostra fresca cantina ad una temperatura costante di 10,5 ° C. Questa bottiglia rimane quindi 15 anni in cantina, di cui 12 invecchiando “sui lieviti” e poi più per altri due anni riposando dopo sboccatura del gennaio 2009 (la data del dégorement è indicata nella retro etichetta). Come è tradizione alla Maison Bruno Paillard, il dosaggio è molto basso. Per il N.P.U. – « Nec Plus Ultra » 1996  è stato strettamente ridotto al minimo, difficilmente percettibile: 4g/l. Ogni bottiglia è numerata.

15 anni, per una tale creazione, è eccezionale al di fuori del mondo dei grandi vini, ma più nel mondo delle creazioni umane… 15 anni per un capolavoro

Chiudi gli occhi

La degustazione di questo straordinario vino è qualcosa di grande. L’ideale sarebbe servirlo ad una temperatura di cantina, possibilmente facendolo raffreddare in un secchiello riempito per metà da acqua fredda con l’aggiunta di qualche cubetto di ghiaccio. Non dovrebbe essere lasciato in frigorifero o raffreddato solo con del ghiaccio. Può essere bevuto da solo, o come aperitivo, o in accompagnamento a tutto il pasto, purché non vi siano portate speziate o troppo zuccherate. La cuvée N.P.U. – « Nec Plus Ultra » 1996 ha richiesto 15 anni di lavoro per raggiungere un sublime risultato. Va assaggiato lentamente per godere di tutta la sua ricchezza: ammirare il suo oro profondo, ascoltarlo, prendersi il tempo per scoprire i suoi distinti e complessi aromi che, lentamente, si svelano… E finalmente assaggiarlo per catturarne tutta la ricchezza..

Lo Champagne Bruno Paillard Cuvée NPU 1996 è distribuito in esclusiva da Cuzziol Spa

www.cuzziol.it

Cuzziol Spa partecipa a Chef per Haiti 2011

Cuzziol spa è molto fiera di partecipare all’iniziativa Chef for Haiti 2011 lanciata dallo Chef Andrea Berton de Il Ristorante Trussardi Alla Scala insieme alla Fondazione Rava – N. P. H. Italia Onlus dopo il terremoto di gennaio 2010 in aiuto ai bambini di Haiti.

L’edizione 2011 – prevista per il 13 giugno-  coinvolge otto dei migliori chef della gastronomia italiana in una cena d’eccellenza presso il ristorante Acanto dell’Hotel Principe di Savoia:  Andrea Berton de Il Ristorante Trussardi Alla Scala, Heinz Beck del Ristorante La Pergola, Gennaro Esposito del Ristorante La Torre del Saracino, Massimo Bottura dell’Osteria La Francescana, Norbert Niederkofler del St. Hubertus Hotel Rosa Alpina, ; Mauro Uliassi del Ristorante Uliassi, Antonio Canavacciuolo dell’ Hotel Villa Crespi e Fabrizio Cadei del Ristorante Acanto dell’Hotel Principe di Savoia.

Luca Cuzziol ha appositamente studiato una selezione di vini – forniti come contributo per questo importante progetto – da abbinare a ogni ricetta d’autore.

Nature 2009 Marie-Hélène Cristofaro Deiss – Bergheim (France)

Bricco Rovella Langhe Bianco 2008 Marco Parusso – Monforte d’Alba (Italia)

Fiano di Avellino 2007 Guido Marsella – Summonte (Italia)

Vodka ABNormal – Bio Sad (Slovenia)

Con il ricavato di questa serata speciale, Chef for Haiti intende sostenere il progetto “Francisville. Cucina industriale ad Haiti”

Ulteriori informazioni qui.

Il mio Vinitaly 2011, intenso e frenetico

Ero già venuta a Vinitaly in passato ma non ci avevo mai lavorato. Quest’anno, grazie alla mia collaborazione con Cuzziol, ho passato tre giorni nel loro stand ad accogliere i giornalisti e a dare una mano perché l’attività era veramente intensa. 170 m2 di stand su due piani con al piano terreno la selezione dei vini italiani e al primo i vini stranieri, quasi tutti francesi. Giovedì abbiamo registrato tante visite grazie alla presenza per tutta la giornata di Bruno Paillard che si è prestato molto volentieri al gioco delle interviste e delle domande dei clienti.

Lavorare a Vinitaly è faticoso, l’attività in questi giganteschi capannoni si potrebbe paragonare a un grande alveare. Non ci si ferma mai dall’inizio della giornata fino alla chiusura. Gli appuntamenti si succedono in modo molto efficace perché tutti vogliono sfruttare al meglio i giorni nei quali sono presenti. Tanti stand, molteplici proposte, ci si deve per forza organizzare prima e avere le idee chiare di chi si vuole incontrare e conoscere e di cosa si intende degustare.

Grande successo dello stand Cuzziol ovviamente i champagne della Maison Bruno Paillard rappresentati al salone dalla loro migliore ambasciatrice, Alice Paillard, ma anche i grandi vini della  Borgogna di Pascal Lachaux e Henri Boillot. Al piano terreno  Marco Parusso non si è fermato un attimo, corteggiatissimo, i suoi appuntamenti sfilavano senza interruzione.

Tutta la selezione Cuzziol ha registrato un grande successo.

Alcuni ospiti sono stati viziati a pranzo con la tartare di carne dei Fratelli Damini, rappresentati da Gian Pietro, giovane macellaio di cui tutti parlano.

Una nota stonata per la manifestazione: la scarsissima qualità dei segnali per comunicare. Usare il cellulare era un’impresa per non parlare della difficilissima accessibilità a internet tramite chiavetta, iPhone o Blackberry.

Cosa portare con se a Vinitaly? Il taccuino della degustazione “i Miei Vini” di Quo Vadis!

Domani parto per Vinitaly e seguirò i consigli preziosi di Elisabetta Tosi: Vinitaly! for dummies (5 tips for surviving) e porterò con me il taccuino creato da Quo Vadis per scrivere appunti di degustazione.

DER FEINSCHMECKER PREMIA BRUNO PAILLARD “WINEMAKER OF THE YEAR”

Lo scorso sabato 26 marzo, durante la serata di gala organizzata dalla prestigiosa rivista tedesca Der Feinschmecker presso il l’albergo lussuoso Schloss Bensberg di Cologna, Monsieur Bruno Paillard ha ricevuto il premio molto ambito di Winemaker of the Year.

Ogni anno, questi Oscar del Vino premiano il meglio dell’enologia internazionale davanti a una platea di 700 selezionatissimi addetti ai lavori.

Bruno Paillard ha ricevuto il premio dalle mani del suo amico di lunga data nonché sommelier tedesco, Charles Schumann di Monaco di Baviera.

Orgoglioso di questo riconoscimento prestigioso, Monsieur Bruno Paillard dichiara:

“Vado molto fiero di questo premio che è stato concesso a pochissimi francesi. Da una parte perché sono stato scelto tra produttori per i quali ho molto rispetto e dall’altra perché viene riconosciuto il mio lavoro. Per me un riconoscimento non è un fine è solo una motivazione in più per continuare a fare dei Grandi Champagne con tanta passione e in totale indipendenza. Prendo questa distinzione come il riconoscimento da parte di Der Feinschmecker della ricerca della perfezione e della più alta qualità, sempre alla base del mio lavoro.”

http://www.champagnebrunopaillard.com/

Champagne di vigneron, bollicine di carattere

Di solito la prima volta che si beve champagne lo si fa con una bottiglia di una grande maison. Poi dopo varie degustazioni e molteplici bottiglie, quando si è diventati appassionati del re delle bollicine, c’è la voglia di andare oltre la decina di grandi nomi per scoprire il pianeta champagne, ben 5000 produttori sparsi sui quattro territori della Champagne DOC.

Magari un’estate partirete con alcuni amici armati di una mappa o del vostro GPS per la Champagne alla scoperta di piccole maison per vivere nuove emozioni e provare a capire tutte le sfaccettature di questo grande terroir.

Forse, fermandovi ad Avize, suonerete alla porta degli champagne Corbon, appunto uno di questi 5000 produttori. I Corbon producono champagne, spesso chiamato champagne di vigneron, lavorano la loro uva proveniente dalla propria terra. Hanno la fortuna di essere ad Avize, villagio grand cru della Cote des Blancs, per cui creano champagne a predominanza di chardonnay.

Champagne di Vigneron = piccolo champagne?

Se parliamo di volume di produzione allora si, gli champagne Corbon sono piccoli. Se invece parliamo di qualità di vino, allora si può dire che i Corbon creano grandi champagne. Tutto dipende sotto quale prospettiva si valuta se uno champagne è grande o piccolo.

I Corbon ad esempio producono soltanto 15.000 bottiglie ogni anno, avrebbero la possibilità di produrne di più ma preferiscono concentrarsi su un numero minore per garantire la massima qualità.

I loro vini contano amatori tra cui tantissimi in Italia perché riconoscono nel lavoro di Agnès e Claude Corbon un grande savoir-faire.

Lasciare al territorio libertà di espressione

I Corbon, essendo récoltant manipulant, cioè creando i loro champagne con la loro uva, lasciano al loro territorio, Avize, la possibilità di esprimere al meglio le proprie qualità. I loro champagne sono caratterizzati da mineralità e da una bella acidità propri del loro village. Le stagioni lasciano molto la loro impronta sui vini, la loro identità si rispecchia nell’espressione del territorio e nel loro modo di elaborare gli champagne. Non si tratta di perpetuare un gusto grazie agli assemblaggi, ma di creare dei vini usando una materia prima sulla quale territorio e condizioni climatiche hanno lasciato la loro impronta.

La mano del vigneron, ricerca di un’identità

Tutti i vigneron di Avize producono lo stesso champagne? No ovviamente perché nella produzione del vino rientra anche la componente umana, il tocco peculiare di ciascun produttore, l’espressione di tradizioni, di una storia di famiglia. Agnès Corbon è depositaria del savoir faire di suo padre. Le ha insegnato e continua a condividere con lei tutto quello che sa. Forte di questa esperienza e della propria, Agnès trova la sua via e perpetua il gusto di suo padre per le sperimentazioni. Le varie cuvée, la scelta dei millesimati, il lavoro svolto in cantina caratterizzano fortemente gli champagne Corbon. Intervenire il meno possibile, lasciare al vino la possibilità di raggiungere la propria maturità tranquillamente, non aver fretta di farlo uscire dalla cantina sono alcune delle caratteristiche dello champagne Corbon.

Partire alla scoperta di altri champagne è aprirsi ad altri orizzonti culturali, gustativi e aromatici. Visitando la Cote des Blancs, la Montagne de Reims, la Cote des Bars e la Vallée de la Marne, i quattro territori de la Champagne significa partire alla scoperta di tutta una regione, delle sue caratteristiche, degli uomini che ci vivono. E’ aprirsi a un universo di vino particolarmente variegato e ricco e soprattutto scoprire quale tipologia di champagne vi piace. Siete più amatori di Blanc de Blancs, di Blanc de Noirs, vecchi millesimati? Conoscendo questi produttori avrete modo di capirlo e di assaggiare meravigliosi vini.

Champagne e specialità romane, sposalizio riuscito

Martedì 19 ottobre sono andata a Roma per presentare ad alcuni giornalisti romani la piccola ma esclusiva maison di champagne Corbon. Per l’occasione Claude Corbon e sua moglie sono venuti direttamente dalla Champagne affrontando gli scioperi francesi con il baule della loro macchina colmo di bollicine eccellenti.

Grazie al suggerimento dell’agente romano del loro distributore, ho organizzato per l’occasione la cena di degustazione da Arcangelo. Devo dire che questa scelta si è rivelata vincente. Sposare una cucina di territorio a degli champagne che cercano in tutti i modi di esprimere il loro terroir – la Cote des Blancs e più particolarmente il villaggio di Avize – è stata l’idea chiave di questa serata. Lo chef, Arcangelo Dandini, ha proposto un menù che ha incuriosito sia me che i Corbon quando lo abbiamo ricevuto in anteprima. Per i Corbon era l’occasione di scoprire una gastronomia ma anche per me che, benché in Italia e per meglio dire a Milano da ormai 17 anni,  sono più abituata ai sapori del nord.

Le cuvée selezionate da Claude Corbon hanno perfettamente retto il loro abbinamento. E’stato quindi un reale piacere per i palati dei presenti. Man mano che la serata procedeva era impossibile non notare che gli scambi di opinioni, di sensazioni aumentavano, il tono della serata era decisamente rilassato e gioioso con domande a raffica rivolte a Claude Corbon. La figlia di Claude, Agnès avrebbe dovuto essere presente, ma a causa degli scioperi non le è stato possibile raggiungerci. Oggi la Maison Corbon passa nelle sue mani, ed è lei che ormai sulle orme e seguendo la filosofia di suo padre intende proseguire nella tradizione che hanno dato l’identità agli champagne Corbon. Una continuità che include l’introduzione di  alcuni elementi nuovi. Claude Corbon ha saputo tradurre perfettamente le scelte di Agnès: continuare a produrre un volume modesto di bottiglie, proporre sempre dei vini di grande qualità prodotti con cura, permettere al territorio di esprimersi non effettuando ne filtraggi nè collaggi e proseguire con la ricerca. Agnès porta avanti i vini “firma” della maison come il Brut d’Autrefois ma desidera proporre anche nuove creazioni come il nuovissimo Absolument Brut, il non dosé della maison.

Adesso vi metterei l’acquolina in bocca con il menù di Arcangelo e gli abbinamenti Corbon.

La Repubblica Romana

Ovvero

Sciampagne franzoso Corbon et varie cibarie

de lo stato dello vaticano et limitrofi stati

Suppli’ co le regaije de lo pollo contadino

Absolument Brut

Lumache con salsa de aglio rosso et meringa

Brut d’Autrefois

Le animelle de la gola de lo vitello maritate a le aringhe fumose et lo pane dolce

La pasta con lo cacio et lo unto de le montagne de Amatrice

Chardonnay 2003

Uno pezzo della coscia disossata de lo agnello che stufata lungamente nello brodo saporito delle verdure, si accomedra’ con le ova et lo pecorino et la buccia dello limone grattugiato finemente….. la suddetta pietanza li cafoni delli paesi vicino Roma lo nominano “Brodettato”

Millésime Blanc de Blancs Avize 1983, 1984, 1985

 

Bigne’ de crema co li agrumi allo caramello agre
Pasticceria secca

Carnet d’addresse:

Ristorante   L’ Arcangelo

Via Giuseppe Gioacchino Belli, 59-61    – Roma

Tel. 06.3210992

(niente sito)

arcangelo-dandini

http://www.champagne-corbon.fr/