Invitata da Francesca Senette sono andata a parlare del mio lavoro ai suoi studenti dell’Accademia del Lusso ieri mattina.
Appena dopo la sua richiesta e la mia risposta positiva ho avuto un breve attimo di panico. Cosa raccontare e soprattutto come? Cosa vogliono sapere di me dei studenti che si dedicano a lavorare in aziende di lusso e non necessariamente desiderano orientarsi su una carriera legata alla comunicazione? Mi ero preparata una scaletta per non perdermi d’animo e nella speranza di non risultare noiosa. Alla fine Francesca ha reso tutto facile intervistandomi e puntando subito agli argomenti privilegiati dai ragazzi. E’ emerso subito che loro erano curioso di avere un’idea precisa di come svolgo il mio lavoro, quali strumenti uso, come mi relaziono con i miei clienti e con i giornalisti, come la mia giornata viene impostata.
Credo che alla fine quando si ha l’opportunità di parlare a un’assemblea, grande o piccola che sia, le persone che ascoltano non hanno voglia di ascoltare grandi teorie del tipo, nel mio caso, “cos’è la comunicazione” con tanto di Power Point, ma vogliono ottenere alla fine dell’incontro dei consigli e degli “tips” da adottare per migliorarsi.
Inevitabilmente è arrivata la domanda su come ero entrata nel mondo del lavoro. Non so se sono stata fortunata (anche perché credo poco alla fortuna), però mi è venuto da dare consigli mentre spiegavo come avevo cominciato.
- Trovarsi un’azienda scuola che sia in stage o con una collaborazione più lunga. Nel mio caso è stato lavorare presso Calvin Klein Europe mentre studiavo. Le mie mansioni erano semplici però ho avuto l’opportunità di lavorare con persone veramente in gamba e di imparare dei processi di lavoro che uso ancora oggi . All’uscita della laurea potevo vantare un’esperienza lavorativa in un’azienda di riguardo.
- Provare a cominciare in una buona azienda/agenzia, perché non ce n’è, un bel nome su un curriculum fa il suo effetto, ma soprattutto si ha l’opportunità di lavorare su dei progetti belli. Factory, l’ufficio stampa dove ho cominciato, se era piccolo i progetti erano avvincenti. Collaborare con Harley-Davidson sulla comunicazione del loro centenario è stato indimenticabile.
- CHIEDERE – non essere timido, se si desidera prolungare uno stage, ottenere un’esperienza in un altro reparto/servizio dell’azienda, dirlo, esprimere questo desiderio in modo articolato alla persona che ha il potere decisionale. Una volta dentro l’azienda è molto più facile. Nessuno può immaginare che l’esperienza vissuta ha spinto in noi il desiderio di approfondirla per cui sollecitare un incontro ed esprimere questo sentimento è importante. Non lo saprò mai, ma per timidezza, una volta, non ho osato chiedere uno stage. Pensavo che sarebbe stato maleducato (che idiozia). Avevo evocato l’idea a delle persone che non potevano scegliere se era possibile. Da allora non ho più timore a sollecitare le persone con chi ho voglia di lavorare.
- Scrivere i proprio obiettivi, quelli per il lavoro in generale, poi quelli più specifici, ad esempio oltre a definire i miei obiettivi professionali scrivo quelli che vorrei raggiungere per ogni mio cliente. Averli scritti da qualche parte permette di ricordarseli e ogni tanto di rimotivarsi.
- Mappare il proprio network per vedere chi può aiutare a raggiungere i propri obiettivi. Spesso si ha l’impressione di non avere contatti che “contano”, un’accurato studio delle persone che si conosce, il far sapere loro cosa si desidera ottenere spessisimo apre opportunità. Per cui conviene far sapere alla propria rete cosa si fa, cosa si cerca ecc.
Aggiungereste un altro consiglio?
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